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lunedì 30 settembre 2013

Commemorazione delle vittime del settembre 1943


Prima parte della serata “Una voce che ci eleva al cielo”. Chiesa di San Biagio - Altavilla Silentina (Sa). 21 settembre 2013

Dopo meno di un anno dalla riapertura della chiesa, la comunità di Altavilla, sabato 21 settembre si è ritrovata nuovamente in San Biagio per ricordare un importante evento che ha segnato la sua storia, lo Sbarco Alleato e l’Operazione Avalanche, e per inaugurare un prezioso bene − l’organo − che finalmente è tornato nella sua casa, fra la sua gente, a fare quello per cui è stato realizzato: diffondere musica in un luogo sacro.  

Dopo i saluti di Padre Costantino, del nuovo parroco Padre Antonio Razzano, del Presidente del Consiglio Comunale Michele Ingenito e del sindaco Antonio Marra, sulle note dell'inno nazionale cantato dai tre cori (Coro Parrocchiale, Amici di Don Giustino, MusicaNova) uniti per l’occasione, è iniziata la Commemorazione delle vittime del settembre 1943. Particolare il taglio che si è voluto dare, tutto legato al ruolo che la chiesa di San Biagio ebbe in quei giorni.  

Settant’anni fa − ha ricordato Tiziana Rubano, presidente dell’Auriga e moderatrice della serata − questi furono per tutta la Piana del Sele e in particolare per Altavilla giorni di lutto e di violenze. Il Generale Fred. L.Walker Comandante della 36° Divisione degli Stati Uniti scriveva: “Sono passato di nuovo da Altavilla oggi. Le case sono distrutte, le strade sono bloccate dai detriti, c’è ancora puzza di cadaveri. Il bombardamento di questa città, piena di famiglie abbandonate, fu brutale e senza alcuno scopo. La popolazione è poverissima, inconsapevole, molto religiosa; tutta immersa in un immane dolore, con il terrore sui volti”.  

Altavilla, come ben spiegato in Quota 424, documento fondamentale per la memoria di quegli eventi, era un punto nevralgico nell’ambito delle manovre dei belligeranti e questo fu il motivo per il quale gli altavillesi furono costretti a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane. Doveroso il ringraziamento rivolto quindi al Colonnello Gerardo Iorio, per il suo contributo preciso e approfondito, e al Professor Paolo Tesauro Olivieri autore di scritti importanti sul periodo storico in questione, e non solo, la cui recente scomparsa è stata ricordata con un lungo applauso.   

Importante lavoro di recente pubblicazione anche quello dell’Ingegner Rosario Messone: Bombe su Altavilla. Una raccolta di testimonianze dalla quale si è partiti per sottolineare l’importanza della chiesa di San Biagio in ogni fase dello Sbarco. Uno spaccato ritagliato per ricordare le persone che hanno pagato con la vita la scelta di non lasciare Altavilla e per ritrovare nel passato gli elementi fortificanti del legame della cittadinanza con questo luogo sacro.  

San Biagio, terrazza sul Mediterraneo, importante fin dai primi giorni. 
La mattina del 9 settembre mi recai alla chiesa di San Biagio e dal sagrato vidi in mare tante navi sormontate di grossi aerostati di sbarramento aereo. Verso Battipaglia s’innalzavano colonne di fumo e alte fiamme.  Alessandro Di Venuta. 

San Biagio vero e proprio rifugio. Una speranza di salvezza fra due Santi.
Il giorno 13 settembre del 1943 molte persone erano rifugiate nel Succorpo di San Germano. Eravamo più di cinquanta al piano di sotto e oltre cento nella chiesa... All’improvviso arrivò una cannonata, sparata da una nave in mare, che colpì la casa di Giovanni Jenna la quale fu rasa al suolo. Una scheggia di rimbalzo entrò dal finestrino del Succorpo e andò a conficcarsi nella muratura. Un’altra scheggia più piccola danneggiò l’altare del Santo. Noi rimanemmo illesi nonostante il grande spavento e l’isteria generale. Occupammo quel posto fino al 19 settembre quando non udimmo più esplosioni. Imperia Guerra.  
Mi trovavo nel Succorpo della chiesa di San Biagio con molta altra gente. Mancavano i viveri e ogni altra necessità. Per fortuna tra noi c’era uno sfollato di nome Catena; un uomo impavido, energico che operava per il bene di tutti e non solo per sé. Spesso usciva e portava sempre qualcosa da mangiare. Trovava di tutto: salame, polli, pane e ogni altra grazia di Dio. Un giorno, mentre infuriava il bombardamento, le donne presenti riuscirono a cucinare un pentolone di fusilli, mentre Catena riuscì a trovare un barile di vino, dei fichi secchi, del formaggio e un prosciutto trafugato nella casa di Michelangelo; facemmo tutti festa sotto il bombardamento... Il 16 mentre stavamo nel Succorpo, portarono ferita la figlia ventenne dello sfollato Paparella che fu curata da un medico presente tra noi... Il giorno 18 non udendo più segni di guerra mi feci coraggio e andai a riempire un barile d’acqua alla fontana... c’era la calma; solo la Piazza sembrava un cimitero con i suoi morti, fili per terra, case crollate, auto incendiate e tanta gente curiosa che vagabondava. Le vie erano bloccate dai muri crollati. Gli americani, distribuendo viveri in piazza, iniziarono a fraternizzare con la popolazione. Mario Camera. 

San Biagio per comunicare la liberazione 
Si sparse la voce che sul campanile di San Biagio c’era un lenzuolo bianco a significare che in paese non c’erano soldati, perciò mi feci coraggio e decisi di ritornare di nuovo a casa. Amedeo Di Matteo  
Una volta partiti dalla piazza i tedeschi, corsero voci che Ulderico Buonafine aveva fatto sventolare la bandiera bianca sopra il campanile di San Biagio.  Mario Di Matteo 

In quei giorni furono tanti i gesti eroici dei civili. Se n’è voluto ricordare uno in particolare. Di una persona speciale alla quale la maggior parte degli altavillesi è rimasta legata da sincero affetto. Certamente figlia del suo tempo.  

Del racconto, ripreso da un articolo di Oreste Mottola, esistono − va detto − diverse versioni:  
Nessuno ha ancora raccontato il gesto di coraggio dell’allora parroco di Altavilla Silentina, don Domenico Di Paola. Al culmine degli aspri combattimenti con i tedeschi, gli americani volevano fucilare due abitanti. Arrestati e legati, dopo un processo più che sommario, furono schierati in un angolo della piazza. Il plotone era pronto a far fuoco. La loro colpa? Erano restati nelle loro case, non erano sfollati come tutti gli altri, nascosti a poche decine di metri da dove un solo cecchino tedesco aveva dato filo da torcere a molte decine di soldati Usa. Rodolfo Guarino spiaccicava qualche parola di tedesco, mentre Antonino Gallo era un credente della Madonna del Carmelo. Gallo non perse però la calma: s’inginocchiò e pregò a voce alta la sua Madonna. Gli americani rimasero sorpresi e non osarono interromperlo. Quei pochi minuti di attesa consentirono al prete di raggiungere la piazza e reagire. Don Domenico, da cilentano sanguigno, pur senza comprendere una parola d’inglese, seppe farsi capire ed essere convincente. I due malcapitati, grazie al coraggio del prete, ebbero salva la vita. Nei nuovi filmati d’archivio di Pesce si vede don Domenico parlare con i soldati americani: forse proprio durante questa drammatica storia.  

E forse proprio Don Domenico un segno ha voluto mandare quando Padre Costantino, nei giorni in cui ha iniziato a ragionare su una data utile per inaugurare l’organo, riordinando in archivio si è imbattuto in un suo scritto. Risale al settembre 1944 ed è il discorso che fece ad un anno dalla tragedia. Il bisogno di condividerlo è stato da subito forte. Da qui l’idea di far coincidere i due appuntamenti.  
Le parole di Don Domenico sono state lette da Elda Lettieri, anticipate dai suoi ricordi personali e supportate dalle immagini curate da Fabio Sacco e Bruno Di Venuta dell’Auriga Cilento. Una copia della lettera, infine, è stata distribuita a tutti i presenti.

D’accordo con Padre Costantino l’Auriga Cilento, per continuare a lavorare sulla memoria del paese, ha invitato la popolazione a partecipare con ricordi, episodi, aneddoti, foto, ad una prossima pubblicazione proprio sulla vita e il pensiero di Don Domenico Di Paola .  

La prima parte, molto intensa ed emozionante, è stata chiusa da un intervallo musicale diretto dal Maestro Alfonso Caramante e composto da Va’ Pensiero in ricordo dei caduti, Fuga 1000 di Bach suonata da Andrea Belmonte e Vergine degli Angeli canto tanto caro a Don Domenico.

Ad un anno dallo Sbarco Alleato Don Domenico Di Paola ricorda le vittime


DISCORSO COMMEMORATIVO DEL PARROCO 
DON DOMENICO DI PAOLA 
AD UN ANNO DEL TRISTE EVENTO
17 SETTEMBRE 1944

Questa commemorazione fu pronunciata dal parroco Don Domenico Di Paola nella chiesa di San Biagio gremita di fedeli commossi sino alle lacrime il 17 settembre 1944.
Lo stesso testo è stato letto dalla nostra socia Elda Lettieri nella stessa Chiesa di San Biagio, ancora gremita di fedeli, in occasione dell'inaugurazione del restaurato organo settecentesco attribuito a Silverio Carelli, il 21 settembre 2013.

Fedeli Carissimi,
è trascorso ormai un anno da quelle giornate tristi del settembre 1943, in cui tanto dolore, tanto strazio, tanto lutto doveva piombare come uragano impetuoso sulla nostra cittadina e travolgere spietatamente tante persone care, aprendo così nelle nostre famiglie tanti vuoti che non potranno essere giammai colmati.
E’ passato un anno da quando la morte con la sua falce inesorabile mieteva e strappava al nostro affetto tutte le vittime che ora abbiamo voluto con cristiana pietà ricordare e suffragare. Sembra ancora in quel triste sedici e diciassette settembre dell’anno scorso che la morte non dovesse risparmiare nessuno di noi, che ora siamo qui in questo tempio santo di Dio. Allora non più il timore della morte, che da un momento all’altro sembrava volesse vibrare su di noi il suo colpo fatale, ci opprimeva e straziava l’animo, ma il dolore più acuto che feriva il nostro cuore, che persone a noi care dovevano restare sepolte sotto le macerie senza che uno di noi, ancora superstite, potesse bagnare di lacrime i loro corpi dilaniati e rendere loro gli ultimi estremi onori. Non occorre elencare ora qui tutte le scene strazianti di quelle tristi ore; sono ancora troppo vive nella nostra mente e nel nostro cuore, specie nel cuore di voi familiari, che tanto avete pianto e che mai potete dimenticare i vostri cari così duramente travolti dalla morte. Persone tutte innocenti! Fu è vero quello uno strazio troppo forte, una separazione troppo amara, un lutto troppo funesto. 
Solo la cristiana pietà, la cristiana rassegnazione e il pensiero che il loro sacrificio era stato accetto a Dio, ci sostenne in quei momenti.
Solo la nostra fede, che ci addita un Dio crocifisso e ci ricorda che la nostra patria è il cielo e che nel dolore cristianamente sopportato è la nostra eterna felicità, ci infuse coraggio e potemmo così sopravvivere a tanta sciagura. Questa stessa fede in Cristo Signore, che ha santificato e divinizzato il dolore, ci ha chiamato oggi, alla distanza di un anno, qui in chiesa per rendere un tributo di amore e di cristiano suffragio agli spiriti immortali dei nostri cari. Siamo anche chiamati dalla voce della riconoscenza che ogni animo ben nato sente perenne verso coloro a cui fummo uniti dai vincoli del sangue, che un giorno ci hanno beneficiati col loro esempio cristiano. Siamo stati chiamati dalla voce dell’amore dal forte amore cristiano, che vive oltre il sepolcro, in una durevole comunione di affetti, con coloro che ci furono più cari al mondo. L’omaggio più degno che possiamo dare ai nostri cari morti, è la nostra preghiera.
Preghiamo per i nostri cari defunti. La preghiera ci fa provare la vicinanza dei nostri defunti fratelli, come si sente nel silenzio il battito del cuore di un amico che veglia su di noi. Lo spirito immortale dei nostri cari morti aleggia intorno a noi. Pare di vederli ad uno ad uno, dai più piccoli, ai più anziani, dalle angeliche fanciulle alle mamme affettuose, dai giovani sereni ai babbi teneri, sono tutti qui dinanzi alla nostra mente e vorremo dare loro quella vita così tragicamente loro strappata.
Tutti tengo presenti in questo momento e vorrei ripetere ad uno ad uno i loro indimenticabili nomi se le lacrime non me lo impedissero e se sapessi di non svegliare in voi maggiore dolore. Ma in alto i nostri cuori ! Attraverso il cinerio drappo che ricopre il nostro cielo, vi è l’azzurro che ci ragiona di bellezza, di luce, di fiori immortali. I nostri cari godono quella luce, il loro sacrificio li ha resi degni del cielo, le loro anime godono la visione beatifica di Dio e sono per noi tanti angeli tutelari.
A noi non resta che il dovere sacro di ricordarli sempre, da vivere quaggiù da cristiani sinceri, facendo prevalere la voce della fede alla voce del sangue, accettando con perfetta sottomissione la volontà di Dio al duro sacrificio, pensando che la nostra cristiana rassegnazione giova al riposo eterno dei nostri cari.
Nel dolore maggiormente dobbiamo vivere la nostra fede, quella fede, che nutrita dalla speranza, un giorno ci unirà in un gaudio eterno ai nostri cari nel cielo.
Addio, cari morti, o meglio arrivederci in cielo. Io vi reco il saluto dei vostri parenti, di tutti i cittadini di Altavilla Silentina un saluto che è carico di lacrime, di cordoglio, di strazio, di singulti, di spasimi, di cruccio indefinito e che compone la più bella corona che vedremo abbracciata alla croce di Gesù, che proteggerà le vostre tombe.
Voi vivrete nel nostro pensiero, nel nostro cuore, oggi, domani, sempre.
Accogli o Gesù pietoso, nel tuo gran cuore, questi nostri pii suffragi a sollievo di quelle anime e le consola nel fulgore della tua gloria. 
Voi, care anime, che già intravedete la delizia del paradiso, voi pregate pure per noi. Pregate per il conforto delle nostre famiglie, per la pace tra gli uomini, che tutti si riconoscano fratelli, cessino per sempre le guerre.
Pregate per la nostra eterna salvezza.
don Domenico Di Paola
17 settembre 1944 

giovedì 5 settembre 2013

Grazie Professore d'altri tempi.

L'Auriga Cilento si stringe commossa al dolore dei familiari e della comunità altavillese per la perdita del caro Professor Paolo Tesauro Olivieri. Studioso instancabile, ricercatore attento, grande uomo e insegnante, che ha sostenuto fin dall'inizio l'attività della nostra associazione. Speriamo di dimostrare la nostra gratitudine continuando, con umiltà e perseveranza, la via che ha tracciato. 
Grazie veramente di tutto Professore.


Per conoscere il Professor Paolo Tesauro Olivieri.
Per conoscere la sua Opera.

martedì 15 gennaio 2013

SOLO UN PUNTO DI PARTENZA E NON DI ARRIVO!


di Elda Lettieri

 

L’apertura di San Biagio dopo 32 anni è una cosa fantastica, ma è solo un punto di partenza perché dobbiamo volare molto in alto se vogliamo contribuire allo sviluppo del nostro territorio. Il tavolo tecnico che abbiamo recentemente costituito è la giusta premessa per andare in questa direzione, ma riusciremo a convogliare su Altavilla risorse e progetti solamente se ci battiamo tutti insieme  con forza.


L’Auriga Cilento si propone di aprire una discussione forte e concreta su due aspetti, progetti e risorse. Guardando Altavilla viene spontaneo pensare alla Toscana come modello positivo, perché ho provato ad immaginare questi vicoli ristrutturati come lo sono molti borghi in provincia di Siena dove io abito, che ogni anno richiamano milioni di visitatori che portano ricchezza al territorio. Gli amministratori toscani hanno avuto la capacità di individuare ed ottenere finanziamenti per ristrutturare e valorizzare i centri storici, formare le risorse umane sulla cultura dell’ospitalità,  valorizzare i prodotti tipici, l’artigianato locale.
 

Chiesa di San biagio

Il centro storico di Altavilla, se ben valorizzato, e se legato a servizi collaterali adeguati per il turismo, potrebbe divenire un luogo di grande attrattiva, essere inserito in un circuito nazionale e internazionale, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro e di sviluppo dell’economia locale.

Il fondo sociale europeo nel periodo 2007-2013, ha stanziato per l’Italia 15 miliardi di euro, un fiume di soldi. Per la Campania 1.118 milioni (quasi il doppio della Toscana), al 30 giugno 2012 però la Regione ne aveva deliberati 386,60 (34,5%), e pagati 179,70 (16%). Come mai queste risorse europee destinate alla nostra Regione non sono state impegnate e spese?

Purtroppo le regioni italiane spesso buttano questi soldi in migliaia di canali che si inventano e che spesso non sono utili, ma la cosa grave davvero è che quasi sempre non riescono a spendere le risorse che arrivano dall’Europa!


Per colpa di queste scelte incomprensibili, a Bruxelles quando si dovranno assegnare i nuovi fondi per la programmazione 2014-2020 potrebbero stringere i cordoni della borsa per l’Italia, visto che molte regioni italiane, fra cui la Campania, non si sono dimostrate all’altezza e non hanno avuto la capacità di investire queste risorse.


Da qualche anno sto vivendo una esperienza professionale in Bulgaria, un paese indietro rispetto all’Italia, che mi ha fatto capire quanto è utile il confronto anche con paesi considerati minori e meno sviluppati. Per ottenere i risultati soddisfacenti è INDISPENSABILE fare rete fra più soggetti e  più paesi, ricchi e meno ricchi, sviluppati e da sviluppare … perché oggi da soli non si va da nessuna parte! Trasferire best practies e costituire networking europee è, e deve essere, la parola d’ordine a cui anche noi nel nostro piccolo ci dobbiamo allineare!


In Bulgaria lo scorso 30 ottobre ho fatto incontrare e dialogare allo stesso tavolo circa 100 imprenditrici provenienti da 11 Paesi, una esperienza interessante che ci consentirà di essere in futuro più concorrenziali rispetto ad altri soggetti europei. Davvero in questi casi l’unione farà la forza!! Perché non pensare ad una iniziativa simile in Campania per scambiare esperienze, e quindi fare marketing territoriale?


Tornando alle risorse pubbliche, per restaurare e rivalutare beni storici, ci sono fondi europei destinati proprio al finanziamento di progetti per lo sviluppo dei territori, centri storici, luoghi di culto etc … Ho trovato un dossier del centro studi del Senato dello scorso  febbraio dove si parla proprio di finanziare centri storici, borghi antichi, città d’arte e siti inseriti nella lista del patrimonio dell’Unesco.


Noi tutti insieme possiamo fare molto, ma se non ci affianca la politica locale, gli amministratori che hanno potere decisionale, faremo ben poco. Il mix perfetto per la CRESCITA E SVILUPPO DEL NOSTRO TERRITORIO deve fra l’altro comprendere professionalità adeguate, partnariati forti, trasferimento di buone pratiche, ma soprattutto capacità dei nostri amministratori di incidere sulla politica regionale, laddove si fanno le scelte, per riuscire a far arrivare sulla nostra zona le risorse che occorrono.


Noi come Auriga Cilento vogliamo esserci mettendo a disposizione conoscenze, esperienze professionali, rete di contatti … e naturalmente l’amore che tutti noi nutriamo per il paese in cui siamo nati. Ci siamo stati in passato, abbiamo collaborato per raggiungere lo straordinario risultato che è stata l’apertura della Chiesa di San Biagio, ci saremo per il futuro quando ci saranno occasioni in cui potremo dare ancora il nostro apporto!

mercoledì 30 maggio 2012

ORGANO DI SAN BIAGIO: CENTRATO L’OBIETTIVO DEGLI 11.000 EURO


L’Auriga Cilento, associazione per lo sviluppo e promozione del territorio, e Padre Costantino Liberti, parroco di Altavilla Silentina, con soddisfazione e riconoscenza comunicano che la prima fase – riguardante unicamente l’impegno a contribuire al saldo delle spese sostenute per il restauro e il montaggio dell’organo della chiesa di San Biagio – si è conclusa positivamente.
Per raggiungere l’obiettivo le Istituzioni comunali, nella persona del sindaco Antonio Marra, hanno garantito il versamento dei rimanenti 1.930,00 euro mancanti (somma che prevede un contributo comunale da concordare e una raccolta privata fra i consiglieri comunali  in carica).
Ringraziando i cittadini e le associazioni altavillesi che hanno aderito all’iniziativa, L’Auriga e Padre Costantino, chiedono agli stessi di procedere al versamento della somma impegnata sul conto corrente parrocchiale IT12Q0832076600000000103900 intestato a “Parrocchia Sant’Antonino Martire Altavilla Silentina” causale “Organo San Biagio” o, in alternativa, consegnare personalmente al parroco la quota promessa in contanti o assegno intestato a “Parrocchia Sant’Antonino Martire Altavilla Silentina.
Si chiede, inoltre, di comunicare l’avvenuto versamento ai riferimenti de L’Auriga Cilento (347/77.87.155 - 393/16.15.408, e-mail aurigacilento@gmail.com) così da permettere di monitorare la situazione,  rilasciare regolare ricevuta e aggiornare il prospetto visibile a tutti sul sito www.aurigacilentonews.blogspot.it alla voce “100 euro per San Biagio”.
L’intenzione dei promotori è quella di ultimare le operazioni entro luglio in modo da  organizzare un evento nel mese di agosto nel quale  presentare l’opera d’arte e ringraziare pubblicamente chi ha reso possibile far “rivivere” un’opera di cui gli altavillesi, da sempre, vanno fieri. 

L’Auriga Cilento
Ufficio Stampa
347/77.87.155
393/16.15.408

giovedì 1 marzo 2012

Chiarimenti sul progetto “100 euro per San Biagio”

Il Consiglio Direttivo de L’Auriga Cilento e Padre Costantino Liberti, presa cognizione dell’articolo pubblicato in data 18 febbraio 2012 sul settimanale Unico intitolato “Chiesa di San Biagio: Gerardo Di Verniere che risponde all’Auriga. Oltre venticinque anni per salvare la storia”, esclusivamente nel rispetto della popolazione altavillese, dei soci e degli aderenti al progetto “100 euro per San Biagio” intendono chiarire quanto segue

·        La raccolta fondi denominata “100 euro per San Biagio” e destinata al raggiungimento della cifra mancante per il montaggio dell’organo costruito da Silverio Carrelli da Vallo è stata decisa, organizzata e gestita dal Consiglio Direttivo dell’Auriga Cilento in collaborazione con il Parroco Padre Costantino Liberti, il quale approfitta del presente comunicato, redatto in maniera congiunta, per confermare l’importo indicato sin dall’inizio, ovvero € 11.000,00.
·        Per garantire la trasparenza ed evitare le solite richieste a fondo perduto, nella prima fase si stanno raccogliendo solo le adesioni, per cui fino al raggiungimento della cifra necessaria si tratta unicamente di un impegno; nella seconda fase, a risultato raggiunto, sarà effettuato il versamento della quota per la quale ogni singolo soggetto si è impegnato. Ad ogni donatore sarà rilasciata una regolare ricevuta e le donazioni saranno riportate in una lista consultabile da chiunque.
·        L’iniziativa de l’Auriga nasce con l’intento di dare un contributo concreto per il montaggio dell’organo e la riapertura della Chiesa di San Biagio. Ritenendo la Chiesa di San Biagio, come le altre ricchezze altavillesi, un bene della comunità e non individuale, qualsiasi sforzo in questo senso compiuto da altre associazioni o dalle Istituzioni sarà dall’Auriga supportato e incentivato, come già fatto in passato con la Sagra della Cultura ideata dal signor Gerardo Di Verniere (dalla quale è stata inspiegabilmente estromessa dopo aver offerto la propria collaborazione) o la nobile iniziativa di Padre Candido Gallo e dei Lyons diffusa e incoraggiata attraverso i propri canali e l’acquisto di diversi volumi del libro “Le Novelle dell’Acqua Fetente”.
·        Il Consiglio Direttivo dell’Auriga Cilento sta valutando l’eventualità di agire legalmente nei confronti di chi utilizza il nome dell’associazione per screditarne l’operato e/o diffonde notizie false senza averne valutato l’attendibilità. Chiede pertanto l’interruzione immediata di ogni atteggiamento offensivo e lesivo dell’immagine dell’associazione stessa.

Sperando di non dover tornare sull’argomento cogliamo l’occasione per invitare nuovamente i cittadini, residenti e non, ad aderire all’iniziativa per raggiungere un obiettivo che davvero ormai è dietro l’angolo! 

Consiglio Direttivo L’Auriga Cilento
Padre Costantino Liberti

domenica 18 dicembre 2011

27 Dicembre 2011: Convegno dedicato a Padre Guglielmo Di Agresti

Martedì 27 dicembre 2011 ore 10.00
Chiesa del Carmine di Altavilla Silentina

L’Auriga Cilento 
organizza un incontro con i cittadini altavillesi 
 per ricordare la figura di 
Padre Guglielmo Di Agresti

 “In Cammino: Vita ed Opere di Padre Guglielmo Di Agresti nel decennale della morte” 
a cura di Bruno Di Venuta

Testimonianze di :
Carmelina Di Agresti - Padre Candido Gallo - Oreste Mottola
Fernando Iuliano - Piero Di Matteo - Bruno Di Venuta
Fabio Sacco - Piero Lettieri

 Presenta e modera l’incontro 
Tiziana Rubano 
Presidente L’Auriga Cilento

Nella stessa giornata sarà possibile visitare una mostra dedicata a Padre Guglielmo curata e allestita da Bruno Di Venuta

La cittadinanza è invitata a partecipare

Evento organizzato in collaborazione con l’Ass. Culturale Altavilla Viva 

domenica 11 dicembre 2011

ALTAVILLA SILENTINA: 100 EURO PER SAN BIAGIO!

Raccolta Fondi per l’Organo di San Biagio
Ad Altavilla Silentina, dopo un lungo restauro, da diverso tempo è rientrato l’organo di eccellente fattura costruito nel 1778 da Silverio Carrelli da Vallo che per più di due secoli ha brillato sulla porta d’ingresso della chiesa di San Biagio, poggiato sulla splendida orchestra intagliata da Pietro Portanova.
La straordinaria opera però non riesce a trovar pace. Per far fronte alle spese di restauro ci vogliono ancora € 11.000,00 (unidicimila) oltre a quelli già stanziati dalla Diocesi e, inoltre, la chiesa che l’ospitava è chiusa dal terremoto del 1980.
Natale è tempo di regali, così L’Auriga Cilento, su invito di Bruno Di Venuta, da sempre attento alle sorti del patrimonio artistico locale e con il benestare del parroco di Altavilla Padre Costantino Liberti, sensibile all’argomento, ha deciso di provare a farne uno grande alla sua comunità: offrire un aiuto concreto per la copertura delle spese di restauro dell’organo promuovendo una raccolta fondi fra i cittadini residenti e non, con l’invito a versare per ogni quota almeno 100,00 €.
L’Auriga darà il buon esempio impegnando da subito un bigliettone verde e chiedendo alle altre associazioni locali, agli Enti e alle aziende di fare altrettanto organizzando una colletta interna da versare a nome della realtà rappresentata.
Per garantire la trasparenza ed evitare le solite richieste a fondo perduto, nella prima fase saranno raccolte solo le adesioni, per cui fino al raggiungimento della cifra necessaria si tratterà unicamente di un impegno; nella seconda fase, a risultato raggiunto, sarà effettuato il versamento della quota per la quale ogni singolo soggetto si è impegnato. Ad ogni donatore sarà rilasciata una regolare ricevuta e le donazioni saranno riportate in una lista consultabile da chiunque.
Ulteriori informazioni si possono avere consultando il sito dell’associazione L’Auriga Cilento (http://aurigacilentonews.blogspot.com) o contattando i promotori ai numeri sotto elencati. 
Ridiamo l’organo alla sua gente!

CONTATTI E GARANTI
Don Costantino Liberti tel. 0828 982026 e-mail altavillasdv@hotmail.it
Tiziana Rubano tel. 347 7787155 e-mail tizianardm@fastwebnet.it
Bruno di Venuta tel. 393 1615408 e-mail bruno@divenuta.it