Nell'attesa di intraprendere una simile iniziativa nel nostro Cilento, come già più volte proposto, invitiamo tutti gli amici de L'Auriga all'evento organizzato dalla nostra "sorella" maggiore AURIGA VALDELSA. In bocca al lupo al Presidente Elda Lettieri!
venerdì 15 febbraio 2013
martedì 15 gennaio 2013
CHIESA DI SAN BIAGIO FRA ARTE E TRADIZIONE.
Il convegno de L’Auriga Cilento.
È toccato all’Auriga Cilento l’onore di dare
il via alle manifestazioni ufficiali che hanno arricchito il momento storico vissuto
dalla città di Altavilla Silentina durante le festività natalizie: la
riapertura della chiesa di San Biagio. Evento pregno di significati. Bene di
grande valore storico, artistico, religioso ma soprattutto simbolo di una
comunità, parte della sua storia, sintesi.
Protagonista per un tempo infinito di piccoli e grandi avvenimenti. Luogo
vivo, pulsante. Un riferimento fino a quel drammatico 23 novembre 1980 quando tutto
si fermò.
Oggi quelle porte sono spalancate. La Piana
è stata avvolta dalla musica dei cori. I finestroni hanno illuminato il centro
storico. Altavilla si è ripresa una fetta di passato. Ora può guardarsi
indietro, ma lo deve fare con una consapevolezza diversa. Il passato radice
vivificante da reinterpretare e su cui impostare il domani: questo è quello che
è uscito dal Convegno “San Biagio fra arte e tradizione” svoltosi subito dopo
il taglio del nastro il 22 dicembre.
La parte più prettamente storica è stata
affidata a Nadia Parlante, storico dell’arte e studiosa dell’ artista che alla
Chiesa di San Biagio ha dedicato un intero ciclo decorativo: Nicola Peccheneda.
L’intervento emozionante si è incentrato sulla volontà che ebbero nella metà
del 1700 gli altavillesi di contribuire, economicamente e fisicamente, alla
realizzazione — per desiderio dell’arciprete Capopizza — della chiesa più
importante del luogo così come oggi non si sono risparmiati per vederla
risplendere. Un’ analogia che dimostra l’affetto che da sempre lega questo bene
alla comunità.
Elda Lettieri, imprenditrice ed esperta in
bandi europei, nel suo intervento “San Biagio un punto di partenza e non di
arrivo” ha ribadito la necessità di valorizzare Altavilla partendo dal centro
storico riportando esempi concreti di piccoli comuni della Toscana, sua regione
di adozione. Ai bandi che prevedono l’erogazione di fondi europei specifici è
indispensabile concorrere con progetti utili per il territorio e soprattutto
con la concertazione fra più soggetti per avere possibilità concrete di
usufruire dei contributi pubblici. Lavorare in rete significa aprirsi
opportunità negate a chi predica nel suo giardino. ( Leggi l'articolo tratto dal suo intervento )
Il convegno è stato supportato visivamente
dalle immagini inedite proiettate da Bruno Di Venuta, appassionato di storia
locale, miniera di informazioni da cui attingere per la conoscenza del luogo e
del suo passato. Curiosità hanno suscitato in particolare le foto delle tombe
rivenute sotto il pavimento della chiesa durante i sondaggi del 2005 e di un
corpo conservato quasi per intero. Di Venuta, inoltre, ha informato l’attuale
amministrazione dell’urgenza, pena la perdita, di procedere alla digitalizzazione
degli archivi comunali e parrocchiali ricordando che l’Auriga, presentando al
suo interno competenze specifiche, ha
lavorato ad un progetto analogo per altre amministrazioni locali.
Sono stati ricordati anche i diversi
emigranti che nei giorni precedenti hanno scritto all’Auriga per ringraziare il
parroco, le associazioni e gli altavillesi dell’operato. Attestazioni di
gratitudine sono giunte dalla Germania, dal Brasile, dal Venezuela.
Un pensiero a parte è stato rivolto al
Prof. Paolo Tesauro Olivieri, studioso instancabile che alla storia di
Altavilla ha dedicato l’intera sua vita. La sua opera rimarrà sempre un
prezioso e insostituibile riferimento.
A chiudere è stato invitato Michele Gallo
che con i Lyons Paestum di cui fa parte ha curato la pubblicazione de “Le
Novelle dell’Acquafetente” di Padre Candido Gallo, raccolta nata con l’intento
di contribuire alle spese di restauro della chiesa di San Biagio. A tal
proposito si comunica che chi volesse acquistarne copia on line può farlo dal sito http://aurigacilentonews.blogspot.it/.
L’Auriga Cilento, così come le altre
Associazioni e Imprese che hanno collaborato fattivamente alla realizzazione
del grande evento sono state ringraziate da Padre Costantino Liberti durante la
messa di Natale con una pergamena in cui Sua Santità Benedetto XVI concede la
Benedizione Apostolica a quanti hanno curato i lavori. Guarda i video della riapertura e del convegno su Communication Program (Sezione Eventi)
Ufficio
Stampa
L’Auriga
Cilento
347/77.87.155
PERCHÈ RIAPRIRE LE CHIESE DEL CENTRO STORICO DI ALTAVILLA SILENTINA?[1]
di
Tiziana Rubano
![]() |
| Tiziana Rubano - Presidente de L'Auriga Cilento |
È certo che Altavilla in qualche modo vada ri-costruita (cioè necessiti del
recupero di edifici esistenti) perché è nel passato che troviamo il gancio che
tiene il filo al quale dobbiamo aggrapparci per proiettarci oltre. Ricostruire
quindi non solo alla luce del presente ma di un progetto futuro. Il passato
radice vivificante da reinterpretare e su cui impostare un domani.[2]
Ecco allora che la valorizzazione del
patrimonio culturale acquisisce un nuovo significato. Perché a volte bisogna
accettare che per far rivivere un bene bisogna magari in parte cambiarne la
destinazione d’uso rispettando il suo genius loci ma attualizzandolo. Dargli vigore,
più interpretazioni e utilizzi senza snaturarlo. Unire l’importanza delle
radici antiche alla praticità di riutilizzare il già costruito.[3]
Perché vi dico questo. Perché è impensabile
riaprire le chiese del centro storico, oggi San Biagio, domani Sant’Egidio,
rivedendole unicamente come luoghi di culto. Ad Altavilla non esistono le
condizioni. Una messa all’anno vorrebbe dire compromettere e sacrificarne il
recupero. Allora ben venga San Biagio come location ideale per concerti o
eventi di alto profilo artistico. Si può fare ancora di più.
Casi studio ne esistono molti: la Chiesa Madre di Santa Maria di Belice
gravemente danneggiata dal forte sisma del 1968 che colpì la Sicilia Occidente,
che oggi è diventata un Museo della Memoria oppure per rimanere in ambito
religioso il Monastero Fortezza di Santo
Spirito d’Ocre, oggetto di un lungo restauro che ha restituito all’abbazia “gran
parte degli affreschi e la singolare essenzialità architettonica delle
costruzioni monastiche cistercensi”[4] e che oggi, oltre ad
essere luogo di preghiera e dunque fortemente spirituale, è destinata ad
attività culturali e turistico-ricettive, in “un’ottica di riuso funzionale di
contenitori storici di pregio e nella rigorosa riproposizione dell’antico
utilizzo degli spazi”.[5]
Idee ce ne sono e altre ne verranno
confrontandoci così come abbiamo fatto nell’ultimo periodo nel quale, come ha già
detto Padre Costantino Liberti, è accaduto un miracolo, molto semplice nella
sua realizzazione: abbiamo capito che per ottenere risultati duraturi dobbiamo
unire i talenti, le competenze, le forze di ciascuno. E lo abbiamo capito al
punto tale dall’aver voluto dare a questa unione una forma, un corpo.
A novembre finalmente è stato formalizzato quel
tavolo tecnico di lavoro che
richiedeva la Soprintendenza dal primo sopralluogo del 2010 quando forse, come
ha detto qualcuno, i tempi non erano maturi. Oggi tutto è diventato
improvvisamente più semplice.
È questo un tavolo tecnico che nasce con
l’intenzione di contribuire, avvalendosi della collaborazione della
Soprintendenza che ha già delegato il funzionario di zona Filomena Mangone,
alla conservazione, tutela, promozione e valorizzazione del ricco patrimonio
altavillese.
È un tavolo tecnico al quale si può partecipare
inoltrando richiesta al comitato già costituito, che vede già coinvolte quasi
tutte le associazioni locali, le Istituzioni nella persona del sindaco e
dell’assessore Perillo, il parroco che ne è presidente e dove, da una prima
lettura della lista dei fondatori, emerge la presenza di diversi storici
dell’arte, avvocati, architetti, esperti in conservazione dei beni ambientali e
culturali, esperti in bandi europei: competenze e premesse per fare bene.
Competenze, premesse e tanta buona volontà e qui,
permettetemi il paragone ambizioso, vorrei riprendere – sulla falsariga di Obama
alla notizia della sua rielezione – le parole pronunciate da Kennedy il 20
gennaio del 1961: non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma
cosa voi potete fare per il vostro paese.
Noi,
come Auriga e componenti del Tavolo Tecnico vogliamo provare a fare qualcosa
per questo paese molto prima di richiederne una restituzione. Perché siamo
certi che dal basso nascano le buone pratiche e che per ri-costruire e tutelare
il nostro paese dobbiamo non solo vestirci ma sentirci delle sentinelle. In un
turno di guardia infinito.
[1] Dall’intervento di Tiziana
Rubano, presidente dell’Auriga Cilento e storico dell’arte, al Convegno “Chiesa
di San Biagio fra arte e tradizione” del 22 dicembre 2012 presso la Chiesa di
San Biagio in Altavilla Silentina (Sa)
[2] Per l’intervento al
convegno da cui è tratto il presente articolo è stata utile la lettura di (Re)design del territorio. Design e nuovo
tecnologie per lo sviluppo economico dei beni culturali, a cura di Andrea
Granelli e Monica Scanu, Roma, Fondazione Valore Italia, 2010.
[3] Ibidem
[4]
Ibidem
[5]
Ibidem
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